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Immagini di Scarmagno

Panorami, monumenti, curiosità su Scarmagno

La zona di Scarmagno, come ha osservato lo storico Cavallari Murat, è in posizione baricentrica rispetto alla centuriazione agricola canavesana e proprio da questo deriverebbe l'etimo del paese (ex quadrumagnum). Altri studiosi suggeriscono la provenienza del toponimo dal termine celtico Schar (villa, paese) a cui si aggiunse in seguito l'appellativo magnum (grande).

Poche sono le tracce dell'epoca medioevale, a Scarmagno: l'invasione del 1383 da parte della banda armata di Antonio di Mazzè e successivamente la sommossa consociuta col nome di tuchinaggio provocarono infatti la distruzione del castello.

Il complesso fortificato è riconoscibile in una torretta quadrata inglobata nella Villa un tempo proprietà della famiglia Gayo, alla quale appartiene uno dei personaggi degni di nota della storia dell'arte di Scarmagno stessa: l'architetto Filippo Gayo, direttore, verso il 1870, dei lavori per i restauri alla Parrocchiale e per l'erezione del nuovo campanile.

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