Il Miele
Sulle nostre dolci colline, ai margini dei boschi, non è raro incontrare file di arnie colorate, in cui si produce miele millefiori, di acacia e di castagno.
- Shopping e riferimenti
Il miele
Tra le varie forme di allevamento, l'apicoltura è tra quelle che richiedono maggior passione e vocazione, trattandosi di un'attività che non può essere industrializzata
Il miele, per la legge italiana, non può subire aggiunte di sorta, e gli unici trattamenti a cui può essere sottoposto sono: estrazione dai favi per forza centrifuga, decantazione, filtraggio e cristallizzazione guidata.
La cristallizzazione dipende dalla quantità di zuccheri contenuta nel miele. Il tempo necessario varia da poche settimane per i mieli ricchi di glucosio finanche a superare un anno per il miele d'acacia, e di castagno, ricchi di fruttosio.
I trattamenti termici, utilizzati per mantenere il miele allo stato liquido privano il miele di molti principi nutritivi. È quindi preferibile l'utilizzo di miele cristallizzato o cremoso al di fuori del periodo di produzione.
L’apicoltura può essere nomade o stanziale. Nell'apicoltura stanziale gli alveari sono fissi e il territorio di raccolta delle api non supera il raggio di 2 o 3 km attorno all'alveare. L'apicoltura nomade consiste nello spostare gli alveari da un posto all'altro in funzione della presenza di piante nettarifere. Tali spostamenti consentono la produzione di mieli uniflorali permettendo un migliore offerta del prodotto finale.
Oggi gli spostamenti degli alveari avvengono su strada: li si carica al cadere della notte (quando tutte le api sono rientrate) e si scaricano all'alba. Gli spostamenti sono spesso funzionali a variazioni di altitudine e al procedere della stagione, cominciando dalle pianure e vallate precoci tra aprile e giugno, seguendo le fioriture più tardive di luglio e agosto, prima di tornare a svernare in pianura.

